la_scatola_di_krumiri_copertina

La scatola di Krumiri è
una sorta di macchina del tempo
fatta di speranze, musica e incontri

La scatola di Krumiri è una sorta di macchina del tempo fatta di speranze, musica, incontri che cercano di legare il passato con il futuro, valorizzando quanto ricevuto e con un sottile ottimismo, credendo nelle nuove generazioni.
Proseguendo tra l’onirico, la fantasia e la realtà, attraversa il primo decennio degli anni 2000, riprendendo quel viaggio nel tempo di una generazione che ha abbandonato lo zaino dell’adolescenza, raccontata nel primo volume Pala e Tequila.
L’Autore riparte idealmente da lì, e ripercorre un nuovo pezzo di strada nella storia recente e non, attingendo a esperienze vissute, ad altre romanzate, a luoghi visitati, a musiche ascoltate e film amati. In sottofondo, cercando di lasciare tracce in questo mondo in continuo antagonismo tra bene e male, tra disuguaglianze crescenti e grandi momenti di solidarietà, prova a sottolineare come sia indispensabile avere cura della nostra terra, come la scienza e l’innovazione possano trovare vie nuove, come ci sia bisogno estremo di visionari che accompagnino l’umanità verso un nuovo futuro. Con ironia emergono gli errori di questa umanità, ma altresì la speranza riposta in chi verrà, una luce che ci ricorda come l’universo sia infinito: un invito a essere una foresta che cresce; a credere nei propri sogni e a lottare per realizzarli; l’antidoto per generare una nuova sensibilità nei confronti della natura e della fragilità dei tanti che faticano in questo Mondo.
Un romanzo in cui figure oniriche appaiono e provano a guidarci e chissà che in un Universo che scopriamo sempre più grande non siano già lì a osservarci.

Prefazioni

John Michael Kosterlitz

Premio Nobel per la Fisica 2016

Ho ricevuto, quando il libro era già in tipografia, questo commento dal professor John Michael Kosterlitz, Premio Nobel per la Fisica 2016, al quale avevo inviato in anteprima la storia.

Ho ricevuto, quando il libro era già in tipografia, questo commento dal professor John Michael Kosterlitz, Premio Nobel per la Fisica 2016, al quale avevo inviato in anteprima la storia.
L’ho conosciuto nel 2018 a Ceresole Reale, quando gli è stata
conferita la cittadinanza onoraria.

Dear Giuseppe,
I remember when I first saw the Val d’Orco, I was amazed at all the unclimbed rock on both sides of the valley and said something like: My God, if this was in Britain, there would be hundreds of climbing routes everywhere. You guys are so lucky to have all this within an easy drive from Torino! It is like being in rock heaven!
I wish you the best of fortune with the story.
Best regards,

Mike Kosterlitz

Maria Sole Priori

Giovane talento del pattinaggio artistico su ghiaccio

Sono una 09, come ci definiamo noi adolescenti, cresciuta a Cuorgnè per 14 anni, ma ora “trasferita” a Torino per inseguire le mie due passioni: le lettere classiche e il pattinaggio artistico.
Mi chiamo Maria Sole Priori. Il mio viaggio nel mondo del pattinaggio è intrinsecamente legato alla visione e all’impegno di Beppe Pezzetto per la sua Città.

Sono una 09, come ci definiamo noi adolescenti, cresciuta a Cuorgnè per 14 anni, ma ora “trasferita” a Torino per inseguire le mie due passioni: le lettere classiche e il pattinaggio artistico.
Mi chiamo Maria Sole Priori. Il mio viaggio nel mondo del pattinaggio è intrinsecamente legato alla visione e all’impegno di Beppe Pezzetto per la sua Città. Ho indossato i pattini per la prima volta a soli tre anni e, con quelle piccole lame taglienti, mi sono avventurata sul ghiaccio della pista che Beppe, allora Sindaco, aveva fatto allestire in una piazza del paese per il periodo natalizio. Da quel momento la passione per questo sport meraviglioso ed elegante mi accompagna ogni giorno.
“La scatola di Krumiri” mi ha fatta tornare a quei giorni di inizio 2000, a rivivere l’emozione della scoperta, a risentire la paura di cadere che si supera solo con la voglia di rialzarsi per riprovare il salto e volare. Beppe, con il suo spirito visionario, ha contribuito ad accendere la scintilla che mi ha condotta verso il mio percorso, fatto di sacrificio, determinazione e gioia.
Questo libro esplora gli anni 2000 attraverso un viaggio fantastico e onirico, ma basato sulla realtà. Sottolinea il costante conflitto tra bene e male, disuguaglianze e momenti di solidarietà, con un appello alla cura della nostra Terra e alla speranza nei confronti delle nuove generazioni.
In “La scatola di Krumiri”, l’autore ci invita a crescere con il mondo e nel suo rispetto, a essere l’antidoto per generare sensibilità verso la natura e la fragilità di coloro che faticano in questo mondo.
Ad avere un sogno e coltivarlo come sto facendo io.

Omini

Giovane band emergente

Noi siamo nati negli anni 2000 e come ogni giovane che si affaccia alla vita reale abbiamo dato un’occhiata a quello che ci aspettava. Ci siamo ritrovati in una società devastata, una situazione ambientale compromessa, quella sociale distrutta dalla brama di guadagno, dalla disoccupazione, povertà, disagio culturale, annientamento dei rapporti umani.

Noi siamo nati negli anni 2000 e come ogni giovane che si affaccia alla vita reale abbiamo dato un’occhiata a quello che ci aspettava. Ci siamo ritrovati in una società devastata, una situazione ambientale compromessa, quella sociale distrutta dalla brama di guadagno, dalla disoccupazione, povertà, disagio culturale, annientamento dei rapporti umani.
I nostri genitori ci hanno però lasciato il migliore e più prezioso regalo che potessero farci: la passione. La passione per l’arte, lo spettacolo, la creatività. E poi la curiosità. La curiosità per i dischi classici, ma anche quelli meno conosciuti e più oscuri, per quelli nuovi da cui attingere idee ed energia.
Nella nostra “scatola di Krumiri” troviamo ogni giorno la gioia di vivere, di guardare avanti, di saltare nel vuoto senza paura, in un mondo così ingiusto, che con la nostra musica possiamo rendere per tre minuti, o per una sera, migliore e più sereno, e trasmettere la nostra forza al prossimo. E così come si apre il brano Happy together dei Jam dal loro ultimo album del 1982 The gift, per noi il senso della vita è in questa frase.
For Those Watching In Black And White… This is in Technicolor!

Cristina Tuberosa

Atleta e manager internazionale

In questo suo secondo lavoro, l’autore riprende il viaggio nel tempo da dove lo aveva lasciato in Pala e tequila, collegando i due racconti anche con un piccolo cammeo.
Qui il focus è però sui primi anni duemila, dove attraverso un percorso tra realtà e fantasia, onirico e fantascienza, il lettore è portato e rileggere fatti e accadimenti storici attraverso una nuova prospettiva.

In questo suo secondo lavoro, l’autore riprende il viaggio nel tempo da dove lo aveva lasciato in Pala e tequila, collegando i due racconti anche con un piccolo cammeo.
Qui il focus è però sui primi anni duemila, dove attraverso un percorso tra realtà e fantasia, onirico e fantascienza, il lettore è portato e rileggere fatti e accadimenti storici attraverso una nuova prospettiva.
Una sorta di lotta tra il bene e il male, tra giusto e sbagliato, un’eterna diatriba tra forze superiori che monitorano gli esseri umani, provando a guidarli verso la giusta strada per un futuro migliore per tutti o inducendoli in tentazione attraverso i peggiori vizi capitali.
La lettura scivola con delicatezza tra presente, passato e futuro, attraverso personaggi con caratteristiche molto peculiari, le cui vite si intrecciano perché parte della stessa “Tela”.
Il palcoscenico della narrazione è la Torino precedente ai Giochi Olimpici del 2006, con tutta una serie di rimandi alla città sabauda e alla sua provincia, attraverso tutti i sensi: sapori, profumi, immagini e suoni, che ancora una volta confermano il grande amore dell’autore per la sua terra.
Tra le righe compaiono anche parecchi riferimenti musicali di generi e annate differenti, che rappresentano un piacevole soundtrack alla narrazione.
Quello che questo romanzo riesce a trasmettere è un forte senso di ottimismo per il futuro e per le nuove generazioni.
La speranza di riuscire a leggere in tempo i segnali per sviluppare una nuova e genuina sensibilità verso la natura che ci circonda e verso le disuguaglianze del nostro mondo, attraverso un nuovo rapporto di fiducia con la scienza e l’innovazione tecnologica.
E la necessità di ridefinire il nostro focus da micro a macro, mediante la consapevolezza di non essere soli nell’universo.

teschio